Čechov per me sono tutte le cose che guardiamo mentre ci scivolano di mano.
Sono quelle domande che, per carità, non dateci mai risposta. Čechov è il tempo che passa e la felicità quando è altrove. E' la celebrazione dell’impossibilità di saper vivere, il non detto che grida forte sotto poche parole.
Amo i personaggi di Čechov perché sono disperatamente appassionati alla vita. Che li delude, li maltratta, ma non scalfisce mai in loro la speranza di un domani migliore

《 FORSE LA VITA SI PUO' VIVERE SOLO COSì COME CI INSEGNANO I PERSONAGGI DI CECHOV: IN MODO DISPERATO E APPASSIONATO》

La coralità del dramma russo viene condensata in un one woman show virtuosistico ed emozionante in cui i temi di fondo dell’opera cechoviana vengono esaltati nel loro valore universale
《 un’interpretazione polifonica straordinaria che dà corpo e voce ai dodici personaggi del dramma, ciascuno nella sua irripetibile unicità e nel comune destino di infelicità. 》
tratto da Tre Sorelle di Anton Cechov
drammaturgia e regia di Silvia Frasson
con Silvia Frasson
UNA PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO & SILVIA FRASSON
Debuttare con un nuovo progetto è un atto rivoluzionario, per come vanno le cose nel mondo teatrale, ma anche nel mondo in generale.
Riuscire a realizzare un sogno, anche.
Buttarsi anima e corpo in qualcosa in cui si crede, a dispetto di tutto il resto. E' da incoscienti.
Oppure da appassionati.
E chi ha passione si trova spesso, anche non volendo, pieno di speranza inesauribile. Rispetto a tutte le cose.
Ho amato Anton Cechov subito da ragazzina, quando ho cominciato a studiare il teatro. E' sempre stato il mio preferito. Per quelle anime disastrate che sono i suoi personaggi. Disastrate eppure appassionate.
Quando, uscita dalla scuola di teatro, ho cominciato a fare provini, il monologo che portavo alle audizioni era tratto da TRE SORELLE, ero Irina. Alcuni provini andavano bene e ottenevo il lavoro. Ma non ho mai avuto la possibilità di recitare Cechov.
Una volta, il mio regista del cuore metteva in scena TRE SORELLE. Chiesi di fare il provino, scongiurai. Mi venne detto che non ero giusta per fare nessuno dei personaggi femminili, il regista voleva altro. Scongiurai ancora, fatemi provare, lasciate che mi veda, poi deciderà. NO, quella porta rimase chiusa.
Quando andai a vedere lo spettacolo in teatro piansi dalla prima all'ultima battuta che sentivo recitare.
Da quel momento coltivai dentro di me un intento: arriverà il giorno in cui - giusta o ingiusta!- reciterò TRE SORELLE.
Sono passati anni. La possibilità di recitare Cechov non è arrivata. Me la sono creata io! Che, come si dice, chi fa da sè fa per tre - speriamo possa fare anche per 12, che è questo il numero dei personaggi che interpreterò sul palco, da sola.
Nel dubbio su quale potessi essere giusta, li faccio tutti e 12, nel mucchio qualcuno giusto troverò.
Ecco quindi.
Il 27/28 Febbraio succede questa cosa qui.
Venite a vedere come si sta
mentre si realizza un sogno
in diretta
sul palcoscenico
Silvia Frasson



Foto©CLAUDIA GORI




