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Quando ero bambina in paese avevamo un prete padrone.

“Prete Padrone” nel senso che dettava legge e si doveva fare come diceva lui punto e basta, in chiesa e fuori. Io gli volevo molto bene e piansi un sacco al suo funerale, che da bambini si vuole bene un po’ a tutti per partito preso, non stai a domandarti chi sia e perché , da bambino sei un distributore di bene a gratis.

Da grande ad un certo punto scatta la meritocrazia dei sentimenti, per fortuna .

Quando arrivava Pasqua c’era il momento della benedizione delle case.

La mia casa è stata sempre benedetta ( eppure non è che si sia salvata dai guai, ma comunque un tentativo giustamente si fa ). Quando veniva Don V. a benedire la nostra casa io dovevo staccare dai muri di camera mia tutti i poster di Kim Rossi Stuart, mio unico amore dei 13 anni. E di poster ce n’erano tanti, il bianco dei muri non si scorgeva e Kim mi raggiungeva con quei suoi occhioni in qualunque parte della stanza.

Fatto sta.

Li dovevo togliere, per quei santissimi 5 minuti in cui il prete entrava e benediva.

Don V. non voleva robe appese che non fossero Gesù Cristo in croce.

Appena si sapeva la data e l’orario della visita, io filavo in camera e facevo quello che dovevo fare .

Mentre staccavo i poster chiedevo scusa a Kim: “non è colpa mia, perdonami, è solo questione di 5 minuti”. Quando Don V. apriva la porta di camera mia scrutava ben bene con il suo viso severo tutti i muri bianchi – ma coi segni dello scotch – e annuiva e io mi chiedevo cosa benediva a fare visto che mi aveva costretto a rinnegare il mio unico amore davanti a Gesù .

Che secondo me a Gesù non gli importava nulla dei miei poster e m’avrebbe benedetto anche se fossi stata in una baracca senza muri e senza tetto. E con stretta in una mano la foto di Kim Rossi Stuart.

Comunque .

Sono passati gli anni, abito da anni in case dove la benedizione non arriva

( e non è che abbia più guai di prima ) .

Qualche anno fa mi hanno preso per  fare il film dei fratelli Taviani,

Maraviglioso Boccaccio” e quando mi hanno detto che il mio ruolo era quello della moglie di Kim Rossi Stuart per un secondo ho pensato che avrei finalmente coronato il mio sogno d’amore.

L’ho potuto pensare solo per un secondo perché l’attimo dopo mi hanno detto :” Mi spiace deluderti Silvia, nessun bacio, anzi, ti riempirà di botte”.

Ah. Ecco.

Tutto torna. Penso in questi giorni pasquali.

Gli amori rinnegati e traditi, tornano e si vendicano .

Io rinnegai Kim per Gesù e lui anni dopo mi picchia forte.

Tutto torna .

Vedete voi.

Buona Pasqua .

E un carissimo saluto ai miei ex fidanzati.

( in foto: non avendo più i poster di Kim, ho scelto una foto degli anni 90 che testimonia il mio amore per lui, fotografato dalla tv)

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Silvia narratrice

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