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Quando ero piccola, fino a 14 anni, il Natale era l’attesa fremente della messa della mezzanotte, i canti in chiesa, la natività, la festa religiosa e tutto quello che ne consegue. Era bello.

Era qualcosa in cui credevo senza dubbi, senza domande,

ci credevo e basta.

Come si crede agli inizi dell’amore, si crede e basta.

Poi sono cresciuta.

In mezzo è passata la vita, i padri che tradiscono, gli amori che finiscono, gli amici che si perdono e quelli che restano e di entrambi, di resta e di chi no, ti chiedi il motivo e non lo trovi.

In mezzo le fedi che crollano, i dubbi che dilaniano, le ferite, i giorni fatti di fatica, di pane che guadagnarselo è durissima e allora come si fa, giorni in cui niente è vero se non si può toccare, notti di anima che grida e di giustizia che, almeno in terra, non sembra esistere.

Tutt’ora mi chiedo in cosa credo.

Credere è affidarsi, fidarsi, lasciar andare,

in virtù di qualcosa di più grande.

In cosa credere, dunque?

Provo a rispondere, ora, senza troppo pensare.

In tutto quello che costruiscono le mie mani.

Negli affetti che restano e si rinnovano. Nelle crisi che si superano. Nell’infinita risorsa che abbiamo di ricominciare. Nei cambiamenti, che sono l’unica cosa di cui ci possa fidare e sono gratis. In chi ti stupisce, perché se qualcuno ti stupisce vuol dire che ti mostra una fessura nelle cose del mondo da dove tu puoi cominciare a guardare, daccapo e diversamente. E’ una grande dono, è il più grande dono che si possa fare a qualcuno a cui si tiene.

Alle cose che si imparano e che si sbagliano nello stesso modo e poi si prova a rimparale lo stesso e si sbaglia ancora e così via e intanto questa è la vita.

Che per me continua ad essere più forte, di tutto.

Anche delle persone che rinunciano o che ci vengono strappate,

e ci lasciano qui a chiederci perché.

Perché perché perché. Accidenti, perché.

Eppure non credo nelle risposte, ma in questo eterno cercare che, più di tutto, dà senso alla vita.

E non mi stanca mai. Mai.

Ecco, cosa è il Natale per me, adesso.

Buone Feste, qualunque cosa siano per voi, ma un significato, ognuno il suo, diamoglielo.

Mi sembra una buona occasione. E sta tutta su di noi.

Auguri a tutti.

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Silvia narratrice

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