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Io non credo nel talento. Sì certo, credo che esista, ma è fortuna, è un dono, raro. Ce l’hai e sta lì, nessuno te lo dà, nessuno te lo toglie, non devi fare granché. Credo di più nella fatica, nell’esercizio, nella dedizione. Credo che tutti possiamo imparare a fare tutto. Davvero, tutto, tutti. Bastano fatica esercizio e dedizione. E basta essere messi nelle condizioni di poterlo fare. Le condizioni migliori per poter tirare fuori il meglio di noi.

TEATRO DI PROSA

o Teatro base

Improvvisazione

Studio e analisi di un testo e delle dinamiche dei personaggi

Lavoro sulla creazione di personaggi partendo da se stessi.

 

TEATRO DI NARRAZIONE

o Teatro del Racconto

Un attore  che racconta una storia. E’ narratore e, alternativamente, diventa tutti i personaggi della storia che racconta.

Per fare questo, l’attore ha a disposizione non scene o costumi ma i suoi strumenti essenziali:

il corpo, la voce, l’immaginazione

Il TRAINING dell’ATTORE

comune ad entrambi i laboratori

Si impara ad ascoltare gli altri e a trovare un equilibrio tra l’ascolto degli altri e le proposte del singolo.

 

E’ a base del lavoro attorale.

Una serie di esercizi che mettono l’attore nelle condizioni fisiche e mentali necessarie per stare in scena forte e consapevole.

Il training attorale risponde a queste domande:

Cosa mi rende interessante in scena?

Cosa mi serve per avvicinarmi a ciò che sente un personaggio?

Come, quello che sono, la mia immaginazione, il mio corpo, la mie esperienza, possono essere messi a disposizione di quello che voglio raccontare, dell’emozione che voglio condividere?

Come aggancio alle mie budella le parole di Shakespeare e di Cechov?

Come rendo credibile quello che nasce come finzione?

Durante il training si inventano situazioni.
Si impara a far tacere la mente e ad ascoltare quello che si prova lì, in quel momento.
Si prende contatto con se stessi.
E’ un momento che serve per raccogliere tutte le energie e metterle a disposizione della scena.
Il momento del training è un momento di formazione del gruppo di lavoro,
che deve essere un luogo dove si sospende ogni giudizio e si lascia libera uscita alla creatività.