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“Vado a vedere una casa in collina, ma figurati se vado a vivere lassù”.

Questo il messaggio che mandai alla mia amica mentre partivo da via Aretina per venire quassù a vedere la casa. 

Appena entrai in casa, fui assalita da una sensazione fortissima, come un solletico, non sulla pelle però, nella pancia, nell’animo. Per una coincidenza buffa, uno sbaglio di chiavi, entrammo dal retro e la prima cosa che vidi fu il panorama a perdifiato sulle colline. 

E subito, quel solletico. 

Tornai a Firenze in religioso silenzio. 

“Vado a vivere in collina” fu il messaggio che tre giorni dopo mandai alla mia amica. 

Il 19 febbraio 2015 traslocai. Era la prima volta nella mia vita che andavo a vivere da sola.

Cominciavo lì, qui, ad avere tutto lo spazio per me, decidere dove mettere cosa, addormentarmi sul divano fino mattina, friggere e occupare il bagno senza senso di colpa, lasciare vestiti ovunque fino al giorno in cui decido di mettere a posto. Cominciavo lì, qui, ad essere libera anche in casa. 

Nel resto, lo sono sempre stata, grazieaddio. O grazie a mia madre, che mi ha insegnato come seguire sempre e solo ciò che si desidera. Nient’altro conta. Solo ciò che desideri per te. A dispetto di tutto. Se segui quello, il resto arriva. 

E così ho fatto, e così è stato. Nelle cose più grandi della vita, una casa, il mio lavoro, le cose dell’ amore.

Questa casa è la casa dell’anima, mi sento come un animale che sia tornato nel suo habitat naturale. E rinnovo la scelta ogni volta che entro, ogni volta che spalanco la finestra la mattina sul piccolo paradiso di colline (lo faccio sempre, anche quando è freddissimo, è la prima cosa che faccio ogni giorno). 

La prima sera che dormii qui ebbi un piccolo attacco di ansia. Nel petto il cuore batteva fortissimo e mi muovevo in mezzo a tutte le cose accatastate con la mano ad accarezzare lo sterno, come a fargli caldo. Quanta tenerezza a ricordarlo. Non era paura, o forse sì, si ha sempre un po’ di paura quando siamo davanti a ciò che si è desiderato a lungo: uno spazio giusto per poter essere me, in questo caso. 


Che poi questa casa sia vicina a dove abita il mio compagno, che avevo conosciuto da poco, in quei 40 anni che cambiarono tanto della mia vita, beh, è un’altra coincidenza buffa. Ma non saprei dire se le coincidenze esistano. Forse ad un certo punto le cose si mettono in fila, e può essere che si mettano in fila nello stesso identico momento e proprio come le vuoi tu

Le cose che desideri ti vengono incontro. Basta non avere fretta.

Del resto, il tempo non esiste se non badiamo a lui.


Sono venuta ad abitare in collina perché la natura insegna tante cose, ogni giorno, ogni camminata, ogni sguardo. 

La forza instancabile della rinascita, volente o nolente.

La bellezza che resiste a tutto.

Splendere anche se nessuno guarda. 

Tutte queste cose volevo essere sicura di ricordarmele.

( tra le foto della vita in collina ho messo anche una di me felice, che da quando vivo quassù sono molto più carina. Che coincidenza buffa. )

Leggi anche : Un amore così (ovvero la libertà di stare al mondo)

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