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Il 10 gennaio è per me una data importante.
È una data piena d’amore.
Quell’amore che è meglio che non ci pensi mai sennò ti si spacca la pancia e ti si squagliano le budella

e poi come fai ad andare a prendere un caffè o comprare il giornale tutta sbudellata, non puoi. 
Ma non voglio essere generica oggi e voglio spaccarmi la pancia, e mi va di parlare di questi due tipi di amore.

Uno è quello assoluto e primario per La Gabri, che è la mia mamma.

Accade che magari diamo l’amore dei genitori per scontato, invece non lo è. A volte, l’egoismo arriva anche lì.

E già dire che è primordiale e assoluto è sbagliato, dirlo non tiene conto di tante cose che invece ci sono, a volte. Cose che vengono prima anche di quell’amore che dovrebbe essere la prima cosa. 
Ci possiamo chiedere come sia possibile, ma siamo esseri umani e siamo tanto tanto complessi e misteriosi, quindi lascerei stare.

Insomma, io sono stata fortunata e mia mamma è la prima benedizione che ho avuto nella vita. 
Ne parlo spesso

( link all’articolo Compleanno Gabri alla fine di questo articolo )

e ho già scritto di quanto io debba a lei ogni cosa, la libertà di essere quello che sono e di fare quello che faccio, e di conseguenza un sacchissimo di cose che fanno della mia vita quello che è, una bellissima vita. 


Mentre penso che la cosa che vorrei di più in assoluto è che lei fosse felice sempre ed in qualunque momento, penso che sono la figlia più fortunata del mondo. La Gabri mi ha dato la vita mille volte.

La prima quando mi ha partorito, e lì è più o meno facile, va da sé diciamo. Le altre 999 sono invece tutte le volte in cui mi ha lasciato libera di scegliere quello che volevo fare dire ed essere. Sostenendo ogni mia scelta, con forza. 
La Gabri mi ha insegnato la libertà. 
Certe volte ha preso treni e fatto km solo per venire a ricordarmi che, in qualunque momento, avrei dovuto fare quello che sentivo, senza nessuna paura. 
Ecco, oggi che penso tanto alla mia mamma mi va di dire una cosa a tutte le neo-mamme e a chi lo diventerà: educate i vostri figli ad ascoltare quello che desiderano e lasciateli liberi di seguirlo. E’ il più grande regalo che si possa fare ad un essere umano dopo averlo messo al mondo, il più grande gesto d’amore incondizionato.

E’ ciò che salva.
In questo periodo mia madre ha invece paura di tante cose, delle lische nel pesce, di cinghiali e di lupi quando va a camminare, del sole quando va al mare, dei ladri quando sta a casa, dei pipistrelli che “se entrano in casa corro fuori e grido come si fa quando c’è il terremoto”, di toccare le cose preziose per non romperle.
Insomma, un sacco di paure.
Eppure. Eppure. 
Non ha avuto quella che per me, che in genere non temo nulla, sarebbe adesso la paura più grande, l’unica : avere un figlio.

Se penso all’avere un figlio, improvvisamente il mondo mi sembra il posto più pericoloso che possa esistere e non per i pipistrelli e i cinghiali, ma per quello che noi uomini possiamo fare e farci l’un l’altro. Ho infatti profonda ammirazione per le mie amiche che hanno avuto o stanno avendo figli, fosse per me le chiuderei in casa per paura che possa succedere qualunque cosa. E invece escono, incredibile.

Vivono normalmente.

Sia chi è incinta, che chi ha partorito che esce con il proprio bambino. 
Delle pazze scriteriate. O delle eroine
Ecco, sì, per me delle eroine. 
Oggi quindi festeggio mia mamma che è la mia prima eroina, che è la mia benedizione, e che vorrei che avesse meno paura, e che guardasse al tempo che ha davanti con occhi più limpidi, che la vita davvero non si sa mai, ma davvero mai mai mai mai.
Ed è sempre meglio vivere con una paura in meno che una in più.

Che la vita ti viene incontro se non hai paura.

E’ un po’ come stare a galla in mare, bisogna fidarsi e lasciarsi andare. Anche se sotto, nel mare profondo, chissà cosa c’è.

Sopra, il cielo è sconfinato.

Ecco, il regalo che vorrei fare a mia mamma quest’anno è questo: un pacchettino con dentro un po’ di fiducia. Se potessi restituirle tutto il bene che mi ha dato lo farei così: tanto bene ricevuto io, altrettanta fiducia nelle cose della vita a lei.

Poi, il secondo tipo di amore, che è legato al fatto che oggi è il compleanno di M.
M. è stato il mio fidanzato per un po’ di tempo, a lui ho già dedicato un pensiero qualche 10 gennaio fa ( link alla fine di questo articolo ).
Oggi, che come ogni 10 gennaio farò la mia telefonata a M. per fargli gli auguri, M. lo penso così:

che i pochi fidanzati che ho avuto li ho amati tanto da correre in strada e gridare come quando c’è il terremoto ( o i pipistrelli).

E delle cose dell’amore ne so poco, ma quello che so è che le persone che ho amato rimangono con me anche dopo, e io le amerò per sempre, in un certo modo, diverso dai baci e dal dormire insieme e dai “ti penso e ti vorrei qui”. Un modo diverso che è quell’amore che deriva dal fatto che queste persone sono pezzi della mia storia, della costruzione di me, di noi, hanno determinato la mia vita anche quando accanto a me non c’erano più. Sono importanti le persone che abbiamo amato.

Insieme siamo passati attraverso un amore nato cresciuto e finito ed è l’esperienza più straziante bellissima e misteriosa che possa esistere. 
Da sbudellamento totale. 
E quando mi capita di vedere o sentire M. o altri ex fidanzati, raccontarci, ascoltarci e ridere insieme davanti ( sempre ) ad un bicchiere di vino, penso che non abbiamo vinto la guerra forse, ma abbiamo portato a casa il nostro corpo intatto, e, soprattutto, siamo tornati a casa, vivi. 
Eroi. 

Chi sopravvive ad una storia d’amore. Chi salva il corpo e l’anima da quel tormento amoroso che strapazza sconvolge fa esultare e fa piombare nel vuoto più assolto. Ma fa anche rinascere, nuovi

o forse uguali

ma con la sensazione bellissima di essere appena rinati al mondo.

Ecco, il 10 gennaio di ogni anno per me è tutto questo.

E capirete che non sono cose che puoi pensare tutti i giorni altrimenti come si farebbe a vivere, come farei a staccarmi da mia madre e vivere la mia vita lontano, come si farebbe ad affrontare un amore nuovo o semplicemente essere certi che ci sarà. 

Che ci sarà, sempre, un amore nuovo.
E ci sarà sempre la vita che si rinnova.
Sempre. Basta non avere paura.

Auguri Gabri, auguri M.
E auguri a tutti.

Leggi qui Compleanno M. https://silviafrasson.com/compleanno-m/

Leggi qui Compleanno Gabri https://silviafrasson.com/compleanno-gabri/

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Silvia narratrice

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