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SILVIA FRASSON

Di fronte all’immaginazione la realtà è una cosa piccola

“La Frasson non racconta una storia:
lei è la storia.
La incarna, le dà voce e consistenza,

la sente fin dalle corde più profonde

e la trasmette con intensità di scoppio

che impregna l’aria e si impregna dell’ambiente”

Michela di Michele , Persinsala Teatro

“Silvia Frasson è un’attrice-focolare attorno a cui si raduna chi vuole imparare lo stupore”

Matteo Brighenti, Doppiozero

“Abito nero lungo, capelli liberi di assecondare il vento,

occhi grandi e vivi, mani sempre in movimento,

l’attrice costruisce una partitura mimico/vocale molto espressiva”

Laura Novelli, Pac Culture

Il lavoro di Silvia Frasson è encomiabile. 

Lei è anziana, adolescente, civettuola, frigida, orgogliosa, uomo, donna e bambina,
e lo è sorprendentemente allo stesso convincente modo. Di chiunque indossi i panni, la Frasson dice sempre la verità, non mente mai al suo pubblico.”  

Martina di Marcoberardino,

Persinsala Teatro

“Basta un attimo per cambiar maschera

e vestire i panni del nuovo personaggio

di cui la scena restituisce sempre credibilità”

Roberto Canavesi, Teatro Teatro

Quando racconto una storia

tutte le cose trovano il loro posto nel mondo.

Persino io.

IL MIO TEATRO

Se vuoi vedere la generosità di qualcuno mettilo sul palcoscenico

I MIEI LABORATORI

.
La creatività è la più alta forma di coraggio

LE MIE STORIE

.
I miei occhi e come vedono il mondo, 

Un amore così (ovvero la libertà di stare al mondo)

Devo a mia madre la testardaggine, l'idealismo a volte cieco ma di speranza inesauribile, la fiducia cocciuta in ciò che si crede giusto, la passione senza fine nel fare ciò che si ama. Devo a mia madre tutte le cose belle che sono e che sono riuscita a fare. La...

Con le unghie e coi denti dell’anima

Se proprio vogliamo trovare un aspetto positivo in questa quarantena.E non so se vogliamo.Forse più che volontà è spirito di sopravvivenza.Comunque.Se proprio proprio - diciamo così - ci fa piacere, anche solo momentaneamente, poi riprenderemo ad imprecare -Se...

A sperare non si fa fatica (ovvero Natura docet)

Questa pianta di gelsomino è stata la prima che ho comprato quando mi sono trasferita in collina. Era piccolina. Poi nel tempo, velocemente, è cresciuta molto. Si è arrampicata audace per la ringhiera fino a coprirla tutta, poi sopra le persiane, poi sulla porta....
Un pianto di bambina perduta, un’allegria ostinata, parole fitte e vento.

Stringo con forza pensieri semplici ma confusi su Dio, pensieri arrabbiati sulla politica, pensieri d’amore sconfinato sull’amore anche quando finisce.

Nei giorni di buonumore sono talmente felice che sono convinta che se mi lanciassi da una scogliera a picco sul mare volerei, nei giorni di buio sprofondo dentro la mia gola e vengo risucchiata dalla terra ma finora sono sempre risalita,arrampicandomi con le mani.
Se volete farmi male è facile,se volete farmi bene è facile, se volete farmi fare cose che non mi piacciono è impossibile.
Mi capita che se scrivo mi avvicino,alle cose e al loro accadimento,alle persone e alla nostra complicanza.
E l’avvicinamento è un movimento che mi dà gioia. Intravedo lì, se esiste, la salvezza.
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